Sigarette alla cannabis disponibili in Svizzera da metà luglio: successo straordinario

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Sigarette alla cannabis disponibili in Svizzera da metà luglio: successo straordinario

Sigarette alla cannabis disponibili in Svizzera da metà luglio: successo straordinario

Grande successo per le Heimat, Tabak & Hanf, le sigarette a base di cannabis prodotte da Heimat, da poco lanciate sul mercato svizzero, che vanno a ruba in tutto il territorio (ad eccezione del Ticino, dove la vendita non è permessa).

Nate da un’idea di una start-up elvetica, Kock & Gsell, sono prodotte nella Confederazione e vendute da Coop da metà luglio al prezzo di 19.90 franchi al pacchetto; il progetto parte dalla ricerca di soluzioni alternative al tabacco, e passa per quella che è stata descritta come “una grande sperimentazione necessaria per raggiungere l’equilibrio ideale di consistenza e sapori: il risultato è un aroma delicato e speziato, privo di additivi, e perfettamente in regola dal punto di vista legislativo: come nel caso di EasyJoint in Italia, la percentuale di THC è inferiore al di legge limite consentito (mentre quella di CBD arriva al 20%).

Il successo è stato così sorprendente che la ditta produttrice ha già dovuto raddoppiare i turni di lavoro e assumere nuovo personale: le 1000 stecche di sigarette prodotte settimanalmente non sono sufficienti a soddisfare la domanda: in alcune filiali Coop, distributore primario, il prodotto è già esaurito.

Mentre i prodotti a base di cannabis light da un lato riscontrano grande successo sul mercato e conseguente copertura mediatica (le Heimat hanno già fatto notizia anche oltreoceano), dall’altro continuano a scontrarsi con limitazioni e improbabili regolamentazioni dovute a leggi retrograde e inadeguate: le sigarette alla cannabis sono infatti state sequestrate in tutti i negozi Coop del Ticino, dove è necessaria una ulteriore autorizzazione per la vendita, non prevista in altri cantoni, che può essere rilasciata soltanto a persone fisiche.

In seguito al sequestro, Coop afferma di aver ritirato il prodotto dal mercato ticinese, continuando a venderlo nel resto della Svizzera, e conseguentemente causando non poche difficoltà alle forze dell’ordine, costrette a tentare di applicare leggi che sono, essenzialmente, inapplicabili: mancano gli strumenti per distinguere la cannabis legale da quella illegale, per ogni persona fermata sono necessarie analisi di laboratorio che in Svizzera arrivano a costare fino a 500 franchi (circa 450€), e che sono carico dello stato nel caso in cui il prodotto risulti regolare.

Inutile attendere il prodotto in Italia (salvo variazioni), dove il limite di legge per la percentuale di THC è dello 0.6%, dettaglio che rende illegali le Heimat, pensate per il mercato svizzero, dove il limite è invece dell’1%, quasi il doppio.

Fonti e approfondimenti: