Terpeni: cosa sono e perchè sono così interessanti

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Terpeni: cosa sono e perchè sono così interessanti

Terpeni: cosa sono e perchè sono così interessanti

Negli ultimi tempi, la ricerca sulla cannabis sta evolvendo in modo eccezionalmente rapido e dinamico, anche grazie alla maggiore apertura statunitense: dopo THC e CBD, alla lista dei composti organici che suscitano particolare interesse si vanno ad aggiungere i terpeni, una categoria di biomolecole presenti nella cannabis (così come in frutta, verdura, spezie, ecc.) e responsabili innanzitutto di molte delle proprietà organolettiche delle pianta stessa, interagendo tra loro e dando vita, ad esempio, agli odori caratteristici delle differenti varietà, ma che, stando a recenti studi, avrebbero un importante ruolo anche negli effetti dati con l’assunzione.

Cosa sono i terpeni?

I terpeni, così come il THC, vengono prodotti nei tricomi, e il loro equilibrio è influenzato dalla genetica della pianta, dal terreno, e, in parte, anche dal clima; proprio come i cannabinoidi, si accumulano soprattutto nella resina.

Si trovano in concentrazioni maggiori nei fiori delle piante di marijuana femmina che non sono state impollinate, e hanno un ruolo determinante all’interno della pianta, andando poi a costituire molecole più complesse e fondamentali per il metabolismo, come ormoni, vitamine, pigmenti, steroidi, resine e cannabinoidi; hanno inoltre un ruolo fondamentale nella protezione da possibili minacce quali batteri, funghi, insetti (anche grazie ai caratteristici odori forti e pungenti), o altri fattori di stress ambientale.

Cannabis al microscopio

Cannabis al microscopio

Più in dettaglio, si tratta di composti organici formati da carbonio e idrogeno, e costituiti da unità di ripetizioni di una molecola chiamata isoprene. A seconda del numero di blocchi di ripetizione delle unità di isoprene, vengono classificati in diversi gruppi; nella cannabis troviamo:

  • Monoterpeni: sono costituiti da 2 unità di isoprene, cioè da due blocchi da cinque unità di carbonio, 10 atomi di carbonio in tutto. I principali monoterpeni presenti nella cannabis sono il limonene, il mircene, il pinene, il terpinolene e il linalolo.
  • Sesquiterpeni: costituiti da 15 atomi di carbonio.
  • Triterpeni: sono terpeni da 30 atomi di carbonio che si trovano principalmente nelle radici, le fibre e i semi della cannabis.

Come accennato, i terpeni sono coinvolti nel processo di produzione dei cannabinoidi, dato che questi ultimi sono costituiti da blocchi di terpeni e gruppi di fenolo. In condizioni di coltivazione standard, è stata rilevata una correlazione tra il livello di terpeni e di cannabinoidi, il che potrebbe essere spiegato dal fatto che sia i monoterpeni che i sesquiterpeni vengono sintetizzati nei medesimi tricomi ghiandolari dei cannabinoidi.

La variazione della composizione dei terpeni all’interno della cannabis è un valido strumento per caratterizzare i differenti biotipi della pianta. Analizzando le maggiori differenze si evidenziano infatti le due principali famiglie di cannabis: il ceppo indica, caratterizzato dall’elevata presenza di β-mircene, α-pinene e limonene, e il ceppo sativa con un profilo terpenico più complesso e variegato.

Effetti

A differenza dei cannabinoidi, in particolare THC e CBD, i cui effetti e proprietà sono già da tempo oggetto di numerosi studi, i terpeni rimangono a oggi materia relativamente nuova. Pur non avendo ancora quantità rilevanti di prove scientifiche che supportino le loro proprietà terapeutiche, le ricerche, suggeriscono che i terpeni possano contribuire sensibilmente al così detto effetto entourage, ovvero potenziare l’effetto terapeutico di altri composti (in questo contesto, dei cannabinoidi).

Ad esempio, il neuroscienziato Ethan Russo ha dimostrato come i terpeni siano in grado di contrastare alcuni effetti indesiderati del THC, aumentandone l’efficacia terapeutica.

Proprio come THC e altri cannabinoidi, i terpeni interagiscono con i recettori del sistema endocannabinoide situati nel cervello, e ne condizionano la risposta.

Alcuni terpeni potrebbero incidere sulla quantità di THC che attraversa la barriera emato-encefalica (che separa il cervello dal sangue per proteggerlo dagli elementi nocivi), alterando l’effetto della cannabis sull’organismo; secondo altri studi, sono in grado di influenzare anche i livelli di dopamina e serotonina.

Gli effetti variano a seconda del terpene, e così mentre il mircene risulta narcotico e rilassante, il limonene aumenta la concentrazione e l’acutezza mentale, il β-coriofillene mostra potenziali proprietà neuroprotettive, che potrebbero rivelarsi utili nel trattamento di malattie neurodegenerative come il Parkinson.

Estrazione e applicazioni

Gli oli essenziali a base di terpeni vengono estratti tramite un semplice processo di distillazione; il vapore passa attraverso la materia vegetale trattenendo i terpeni, che a differenza dei cannabinoidi sono idrosolubili; in questo modo si ha la certezza di estrarre solo terpeni, ottenendo un olio che non ha alcun effetto psicoattivo. In breve, la cannabis viene immersa in acqua e riscaldata, i terpeni vengono trasferiti insieme al vapore in un secondo contenitore, dove, per l’abbassamento della temperatura, torna allo stato acquoso; sulla superficie del liquido ottenuto galleggia l’olio essenziale contenente i terpeni.

Immagine da Terpalchemy.com

Questo processo permette di estrarre terpeni da tutte le varietà di cannabis conosciute: in pratica, si possono avere ampolle all’aroma di OG Kush, Cheese, Lemon, e così via. Aziende come Terpalchemy stanno già esportando in tutto il mond oli essenziali estratti dalla cannabis  (e naturalmente, sono già disponibili presso Green Revolution 😉 )

Questi estratti sono delle “prelibatezze” commercializzate in piccole dosi, in ragione dei grandi quantitativi di cannabis necessari per ottenere ottenere quantità minime di olio. Tra le principali applicazioni, troviamo

  • aromaterapia: l’olio essenziale può essere aggiunto a creme, lozioni e oli da massaggio, per godere dell’aroma della cannabis senza gli effetti psicoattivi caratteristici della pianta.
  • dab: spesso, durante il processo di produzione di estratti della cannabis, molti terpeni vanno persi, e con essi, il sapore della marijuana ottenuta. Una soluzione azzeccata per reintegrare il profilo terpenico può essere appunto l’aggiunta di olio essenziale.

La lista ovviamente non finisce qui; tenendo presente che che questo tipo d’olio non produce alcun effetto psicoattivo e che è stato classificato come sostanza sicura dalla FDA e altre agenzie, le possibilità sono infinite.

Per queste ragioni, i terpeni stanno diventando uno dei principali obbiettivi su cui si concentrano gli studi, non solo rivolgendosi a intenditori che sono alla ricerca di un certo sapore, ma anche a chi desidera approfondire, comprendere e massimizzare gli effetti della marijuana. L’industria della cannabis terapeutica, in particolare, è interessata agli effetti dei vari terpeni, e alla loro sinergia con i cannabinoidi.

Lo studio dei terpeni apre nuove porte nell’ambito della ricerca medica sugli effetti della cannabis, dando nuove opportunità di esplorazione a coltivatori e banche dei semi. Tra gli sbocchi particolarmente interessanti della ricerca, c’è la possibilità di andare ad influenzare direttamente gli effetti e adattare la cannabis in base alle diverse esigenze: aggiungendo limonene, per esempio, si può ottenere un effetto stimolante; allo stesso modo, aggiungendo linalolo possiamo ottenere effetti più rilassante e sedativi dalla pianta.

I vari laboratori stanno iniziando ad analizzare in dettaglio e classificare le varietà non solo per i livelli di THC e CBD, ma anche per il loro contenuto di terpeni: capendo quali tipi di terpeni sono presenti, potremmo essere in grado di prevedere in anticipo gli effetti, magari proprio a partire dal caratteristico odore che le contraddistingue le differenti varietà.

Alcuni dei terpeni più comuni nella cannabis, e relative caratteristiche:

  • mircene
    • odore terroso con note di muschio che richiamano i chiodi di garofano
    • predominante nelle varietà di indica
    • effetto narcotico e rilassante
    • efficace contro l’insonnia
  • pinene
    • aroma di pino e abete
    • funzione protettrice per la pianta
    • proprietà antinfiammatorie, broncodilatatrici e antitumorali
    • effetto tonificante
  • limonene
    • fragranza agrumata
    • effetto tonificante
    • proprietà antibatteriche, antiossidanti
    • contribuisce all’equilibrio omeostatico
    • efficace come antidepressivo e ansiolitico
  • cariofillene
    • aroma speziato e lengoso
    • efficace per la cura dei dolori cronici in concomitanza con il cannabidiolo (CBD)
    • utile per la prevenzione della nefrotossicità
    • proprietà antinfiammatorie e antiossidanti
  • linanolo
    • aroma floerale (lavanda)
    • effetto ansiolitico e rilassante, efficace contro l’insonnia
    • proprietà antinfiammatorie e anticonvulsivanti
  • umulene
    • presente anche nei luppoli, è responsabile del particolare aroma della birra
    • proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e anoressizzanti
    • utilizzato come antinfiammatorio nella medicina tradizionale cinese